Donatella Arione

Nata ad Alba il 17/07/1985, ha studiato presso l'università di Torino dove ha conseguito la laurea in “Multimedialità e D.A.M.S.”. Fin da piccola ha sentito la necessità di catturare il mondo attraverso il mirino di una macchina fotografica. Crescendo ha maturato la consapevolezza di poter utilizzare lo strumento fotografico non solo per il mondo circostante ma anche come chiave di accesso al suo “mondo interiore”. Ha fatto della passione per la fotografia il suo strumento principale d'espressione, utilizzando le proprie emozioni come filo conduttore dei suoi lavori. Ha potuto accrescere la sua passione frequentando diversi corsi presso lo studio Pepe fotografia di Torino.

Metaforicamente Scattando (2012)
Mi manca l’aria, mi sento soffocare e sto sprofondando sommersa dal mio stesso mondo.
Ho bisogno di respirare!
Una boccata d’aria, anche breve.
Il mio tempo gestito come voglio io, il mio ossigeno.

Cerco di resistere, la mente si annebbia.
L’assenza d’aria mi logora, mi muta.
Quasi non mi riconosco più.
Prendi una decisione: o ti lasci soffocare oppure reagisci.

La mente torna lucida,
ricordo quello di cui ho bisogno,
trovare il mio ossigeno,
quello migliore, quello che si possa conservare.

Riemergo dal marasma del mio stesso mondo, anche solo per un attimo.
Quanto basta.
Respiro, consapevole che questo non sarà che l’inizio
del medesimo ciclo che sembrerebbe invece concluso.


Trattenere il fiato sott’acqua, una metafora per provare a dar forma ad uno stato d’animo, per cercare di descrivere un ciclo che, volenti o nolenti, scandisce le nostre giornate.

Vittime di noi stessi, della frenesia e del tempo che incalza, possiamo restare a galla solamente trovando il momento giusto per respirare.

Meravigliarsi (2012)
Uno scatto, un lieve rumore nel silenzio totale, la voglia di racchiudere per sempre un'emozione, il desiderio di poterla trasmettere, il ricordo della sensazione provata in quel momento, in quel posto, prima,durante e dopo quel "clac".
Meno di un secondo per imprigionare per sempre un istante e una sensazione.
La magia di un "clac" per sentirsi meglio e vedere tutto un po' diverso, la magia di meravigliarsi.

Realtà Latente (2011)
Cala la notte e le vie diventano dei deserti urbani.
Distese di ciottoli e asfalto rischiarate da cubi luminosi animati da figure plasmate a nostra somiglianza.
Plastica resa umana dall’uomo stesso, la perfezione idealizzata pronta a catturare la nostra attenzione, anche un solo sguardo.
Cala la notte e mi ritrovo immersa tra le luci di questo deserto,con me una macchina fotografica e la voglia di osservare.
Uno sguardo e la mia attenzione viene catturata, c’è qualcosa oltre la plastica perfettamente plasmata e agghindata.
I cubi vitrei si fondono tra loro regalando una “vita” a questi corpi immobili.
Un gioco di luci e riflessi stimolano la mia immaginazione e spingono l’occhio a vedere qualcosa di diverso, una realtà latente e magica.



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