Serena Inturri

Nata a Torino il 16.7.1978, ha vissuto e studiato nel capoluogo subalpino e a Dortmund, in Germania. Dal 1997 fa parte del gruppo Artisti Associati Paolo Trenta, condividendo con passione il progetto di un teatro “popolare, ma non popolano” che renda la cultura più vicina e accessibile al pubblico più variegato. Di origine siciliana, con un interesse quasi ossessivo per la mitteleuropa, fa parte di quella generazione di torinesi che, stranieri in ogni regione, amano in Torino la città estroversa, accogliente e curiosa, trait d’union culturale fra Europa e Mediterraneo. Medico legale, collabora con l’Università di Torino, occupandosi di genetica forense e didattica. Da qualche tempo si è avvicinata alla fotografia come strumento di comunicazione e interpretazione del reale complementare al teatro. Elementi comuni della sua attività sono il piacere dell’ascolto e dell’osservazione, l’ambizione di poter dar luce a ciò che non è immediatamente manifesto.

Tag und Nacht (oder umgekehrt) - Giorno e notte (o viceversa) (2012)
Leggero come la luce (2012)
La luce è il nostro quotidiano.
Un filo leggero di energia che unisce diverse realtà urbane.
Ogni angolo può mostrarsi come se stesso o il suo contrario in relazione alla luce che lo permea, essa stessa chiave interpretativa del mondo, che libera i contrasti e rivela prospettive inattese.

Suggestioni da "La Consapevolezza Immobile" (2011)
Immergersi nella lettura di un libro vuol dire evocare una sequenza di immagini, vederle scorrere davanti ai propri occhi. A volte solo per frazioni di secondo. A volte quasi inconsapevolmente.

Progetto fotografico ispirato a "La consapevolezza immobile" di Maria Vaccaro , Seneca Edizioni

Maschere (2011)
A volte le indossiamo per nascondere.
A volte raccontano più di mille parole.

Viaggio su Vegan (2011)
di S. Inturri e A. Cervetti.

Un percorso oltre il sapore, attraverso un labirinto di bioastrazioni che si materializzano nella reinterpretazione delle forme.

"Vale" (2011)
Un incontro qualunque.
Senza volto. Senza sesso. Senza età.


[LAT.] Vălĕo, lŭi, lĭtum, ĕre (v. intr. II coniug.) || essere in forze, essere forte, aver vigore; essere in buona salute, essere sano. Vale [imperat.] come saluto d'addio o di congedo (Cic.): sta' bene, addio; come espressione di rinunzia, spregio, disdegno (Ter.): addio, va'! Vattene in pace!

[SPA] Vale \bále\ (inter.) || Bene! D'accordo!

L'Istituto (2011)
Questo luogo è vivo. Percorrendo le sue stanze, in punta di piedi, se ne percepisce il respiro, lo sguardo, la voce. Vive dello studio e del lavoro di chi cerca giustizia per le tante vite che da queste stanze sono passate. L’Istituto vive della sua storia e delle sue storie, attraverso gli oggetti che lo popolano si racconta, in silenzio, a chi voglia ascoltare.

Si ringrazia il personale docente e non docente dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Torino per aver concesso la realizzazione di questo racconto per immagini.



Sito realizzato da:
Inturri Cristiano
Consulenza e servizi per reti e sistemi informatici

e-mail: cristiano@inturri.net
CHIUDI